Farmaci come semaglutide e tirzepatide hanno modificato profondamente l'approccio terapeutico all'obesità e, in alcuni casi, al diabete di tipo 2. La riduzione dell'appetito e dell'introito energetico può determinare perdite di peso considerevoli e importanti benefici metabolici.
Negli ultimi anni, però, si è aperto un dibattito: quanto del peso perso è realmente grasso e quanto, invece, è massa magra?
La domanda è importante, ma va interpretata correttamente. La perdita di massa magra non è infatti un fenomeno esclusivo dei farmaci GLP-1: può verificarsi ogni volta che il peso corporeo diminuisce in maniera significativa, soprattutto quando il dimagrimento è rapido.
Quando il peso diminuisce, l'organismo non utilizza esclusivamente il tessuto adiposo.
Una parte della variazione riguarda anche acqua, glicogeno e tessuti appartenenti alla cosiddetta massa magra. Inoltre, massa magra e massa muscolare non sono sinonimi: la massa magra comprende anche acqua, organi, tessuto connettivo e altri compartimenti non adiposi.
Questo è importante quando si interpretano gli studi sulla composizione corporea.
Nel trial STEP 1 con semaglutide, per esempio, la riduzione della massa grassa è stata maggiore rispetto a quella della massa magra. Il Joint Advisory pubblicato nel 2025 da quattro importanti società scientifiche sottolinea inoltre che la perdita di massa magra osservata con i GLP-1 è correlata anche all'entità del dimagrimento e presenta caratteristiche riscontrabili con altri interventi capaci di produrre perdite di peso importanti.
Il messaggio, quindi, non dovrebbe essere:
“I GLP-1 fanno perdere muscolo”.
È più corretto dire che un dimagrimento importante può comportare anche una riduzione della massa magra e che questa componente merita di essere monitorata e, per quanto possibile, contenuta.
Il muscolo non ha soltanto una funzione estetica.
È un tessuto metabolicamente attivo, coinvolto nell'utilizzo del glucosio, nella sensibilità insulinica, nella capacità funzionale e nel mantenimento dell'autonomia con l'avanzare dell'età.
Una perdita eccessiva di muscolo può quindi ridurre la qualità del dimagrimento, soprattutto nelle persone anziane, sedentarie o che partono già da una condizione di ridotta massa muscolare.
Per questo motivo oggi l'obiettivo terapeutico non dovrebbe essere semplicemente “perdere più chili possibile”, ma ottenere una riduzione prevalentemente a carico della massa grassa preservando, per quanto possibile, massa e funzione muscolare.
La forte riduzione dell'appetito indotta da questi farmaci può portare alcune persone a mangiare molto poco.
Ed è proprio qui che la qualità dell'alimentazione diventa particolarmente importante.
Quando diminuiscono le quantità di cibo, infatti, diventa necessario assicurarsi che ciò che rimane nella dieta fornisca una quantità adeguata di proteine, vitamine, minerali, fibre e altri nutrienti essenziali.
Le indicazioni congiunte dell'American College of Lifestyle Medicine, American Society for Nutrition, Obesity Medicine Association e The Obesity Society raccomandano proprio di integrare la terapia farmacologica con una valutazione nutrizionale e dello stile di vita, prestando particolare attenzione alla prevenzione delle carenze nutrizionali e alla conservazione della massa muscolare e ossea.
Un adeguato apporto proteico rappresenta uno degli strumenti disponibili per limitare la perdita muscolare durante il dimagrimento.
Questo non significa però trasformare automaticamente l'alimentazione in una dieta iperproteica.
Il fabbisogno deve essere valutato individualmente considerando età, peso, composizione corporea, attività fisica, velocità del dimagrimento, condizioni cliniche e funzionalità renale, oltre alla quantità complessiva di cibo che il paziente riesce effettivamente ad assumere.
Anche la distribuzione delle fonti proteiche durante la giornata può diventare un aspetto da considerare, soprattutto quando l'appetito è molto ridotto.
L'alimentazione da sola non può sostituire lo stimolo meccanico.
Per preservare la massa muscolare durante un percorso di dimagrimento è particolarmente importante associare, quando le condizioni cliniche lo consentono, attività fisica e soprattutto esercizio contro resistenza.
Le più recenti indicazioni dedicate alla gestione nutrizionale dei pazienti trattati con GLP-1 pongono infatti l'allenamento di forza accanto all'adeguato apporto nutrizionale tra le strategie principali per la tutela della massa muscolare e della funzione fisica.
Non è necessario pensare esclusivamente alla palestra o a carichi elevati: il programma deve essere adattato alla persona, all'età, alle capacità funzionali e alle eventuali patologie presenti.
La bilancia ci dice quanto pesa una persona, ma non che cosa sta cambiando all'interno di quel peso.
Due pazienti possono perdere lo stesso numero di chilogrammi ottenendo modificazioni differenti della massa grassa e della massa magra.
Per questo, quando indicato, il monitoraggio della composizione corporea può fornire informazioni aggiuntive rispetto al semplice peso. Il Joint Advisory include infatti la valutazione della composizione corporea, insieme a forza e funzione muscolare, tra gli aspetti che possono essere considerati nella presa in carico del paziente.
L'obiettivo non è inseguire ogni minima variazione strumentale, ma osservare la direzione del percorso nel tempo e intervenire quando il dimagrimento appare eccessivamente rapido o accompagnato da un deterioramento significativo della componente muscolare o funzionale.
Se stai seguendo una terapia con farmaci GLP-1, non concentrare tutta l'attenzione sul numero che compare sulla bilancia.
Una perdita di peso più rapida non è necessariamente una perdita di peso migliore.
Durante il percorso è utile verificare che l'alimentazione rimanga nutrizionalmente adeguata, che l'apporto proteico sia compatibile con le esigenze individuali e che, quando possibile, venga mantenuto uno stimolo muscolare attraverso l'attività fisica.
Il farmaco può rappresentare uno strumento molto efficace, ma la qualità del dimagrimento dipende anche da ciò che accompagna la terapia.
L'obiettivo non è soltanto pesare meno: è ridurre soprattutto la massa grassa, preservando il più possibile muscolo, funzionalità e salute metabolica.
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