La steatosi epatica (comunemente chiamata“fegato grasso”) è una patologia cellulare legata
all’accumulo intracellulare di trigliceridi a livello delle cellule epatiche in quantità tali da superare il
5% del peso del fegato.

Si distinguono due tipi di steatosi epatica: la steatosi epatica non alcolica (NAFLD) e la steatosi
epatica alcolica.

La NAFLD probabilmente rappresenta la forma più comune e frequente di epatopatia: si calcola
che circa il 20% della popolazione adulta sia affetta da steatosi epatica non alcolica ma si stima che
la sua prevalenza nella popolazione obesa aumenti al 60-95% e la probabilità di passare da steatosi
a steatoepatite non alcolica (NASH=non alcholic-steatoheapatitis) si ha nel 40% dei casi. Essa si
differenzia dall’accumulo semplice di grasso perché può evolvere verso patologie croniche
irreversibili del fegato, attraverso l’instaurarsi di infiammazione e fibrosi (sostituzione delle cellule
del fegato danneggiate con tessuto connettivo che possono portare fino alla cirrosi; questa
probabilità aumenta con l’aumentare del grado di obesità. I dati sulla popolazione pediatrica
mondiale mostrano come questa patologia colpisca dal 3 al 12% dei bambini di peso normale e
questa frequenza sale al 70% nei bambini in sovrappeso o obesi, rappresentando un problema
emergente anche in età pediatrica.
Il fegato è particolarmente sensibile ai processi steatosici perchéè un organo chiave nel
metabolismo dei lipidi ed è anche responsabile dell’inattivazione di numerose sostanze tossiche.
Le steatosi epatiche possono essere classificate in base all’eziologia in:

– Steatosi da aumentato apporto di grassi: la causa risiede in una dieta ricca di grassi o in
un’aumentata mobilizzazione dei NEFA (acidi grassi non esterificati). Quest’ultima a sua volta
può essere causata da molteplici fattori tra cui stress, ormoni, caffeina e digiuno prolungato
(in questo caso si ha un quadro reversibile) o da altre patologie come diabete mellito (si
tratta di un quadro irreversibile).

– Steatosi da ridotto smaltimento di grassi: la causa può essere una dieta ipoproteica, una
diminuita sintesi di apolipoproteine, deficit di colina, deficit di vitamina B12, eccesso di
vitamina PP o ipossia.

– Steatosi da aumentata sintesiendogena di grassi: steatosi dovuta ad un accumulo di lipidi di
prodotti dal proprio organismo. Esempi clinicamente importanti sono le steatosi provocate
da barbiturici e quelle da abuso di alcool.

Cause
Le cause della steatosi epatica possono consistere in un’alimentazione troppo ricca di calorie, sia
esse fornite da zuccheri o grassi, che non permette al fegato di metabolizzare i grassi in maniera
corretta. Fattori di rischio molto elevati sono l’obesità, il diabete e l’ipertrigliceridemia. Anche
l’abuso di alcool può spingere il fegato ad accumulare grasso in eccesso. Altri motivi sono
rappresentati dalla perdita di peso rapida dovuta a diete estreme e dalla malnutrizione. Possono
influire anche lo stress o disturbi metabolici ereditari, che non consentono lo smaltimento dei
grassi. Altre cause possono essere rappresentate da malattie virali, come l’epatite C, e dall’abuso
di farmaci, come i corticosteroidi, la tetraciclina e l’aspirina.

Sintomi
E’ quasi sempre asintomatica. Raramente sono presenti dolori addominali e spossatezza. A volte
si può riscontrare un modesto aumento del volume del fegato. I sintomi e i segni di solito sono
correlati alle complicanze come l’ipertensione arteriosa, con ipertrofia del ventricolo sinistro del
cuore (la si rileva all’elettrocardiogramma) fino a veri e propri problemi cardiovascolari; l’insulino-
resistenza e le dislipidemie collegate all’accumulo di grasso nel fegato.
………… e dunque?

Il fegato grasso, un tempo era ritenuta una malattia innocua, ormai invece ènota come fattore
predisponente alle patologie croniche del fegato (fino allacirrosi) e alle malattie cardiovascolari.
Non ci sono terapie specifiche questa patologia. I farmaci che si stanno studiando sono integratori
antiossidanti, medicinali insulino-sensibilizzanti e protettori delle cellule epatiche. Il trattamento è
soprattutto rivolto a rimuovere i fattori di rischio. Essendo la steatosi e la steatoepatite associate
ad alterazioni del metabolismo glucidico e lipidico, all’obesità e all’insulino-resistenza, una
alimentazione che tenga presente le raccomandazioni delle linee guida per una sana
alimentazione e un cambiamento dello stile di vita mirato alla riduzione della sedentarietà e alla
riduzione del peso corporeo, rappresenta la prima e più importanteterapia. E’ essenziale praticare
almeno 30 minuti di esercizio fisico ogni giorno e seguire una dieta equilibrata.
L’intervento sullo stile di vita deve quindi essere mirato al raggiungimento di obiettivi nutrizionali
cheriducano l’insulino-resistenza e i valori di trigliceridemia, che migliorino i parametri metabolici
e che proteggano il fegato dallo stress ossidativo.