Il tratto gastrointestinale è composto da cellule strettamente disposte e connesse da giunture ben serrate. Il tratto digestivo si infiamma come risultato di una cattiva digestione, stress elevato, metalli pesanti, zuccheri e molti altri fattori. Questa infiammazione compromette le giunture, permettendo a particelle di cibo indigerito, tossine e batteri di entrare nel circolo sanguigno. Una volta che queste particelle di cibo vengono assorbite, il sistema immunitario reagisce ed inizia ad attaccarle poiché le considera come sconosciute e quindi una minaccia. Questo crea un circolo vizioso che genera altra infiammazione e che a sua volta promuove ulteriore permeabilità intestinale.

La continua sollecitazione del tratto intestinale, nel tempo, porta alla manifestazione clinica della sindrome dell’intestino irritabile (IBS).

Questa patologia può essere definita come un disturbo cronico e ricorrente delle funzioni dell’apparato gastrointestinale che interessa il colon e l’intestino tenue con alterazioni delle funzioni motorie, della sensibilità dolorosa e della secrezione di liquidi. Queste attività del tubo digerente (motilità, sensibilità e secrezione) sono regolate dal cervello. Questo può interagire in modo improprio e anomalo con l’intestino, ed è perciò che l’IBS viene spesso chiamata anche disturbo dell’asse cervello-intestino. Queste alterazioni possono produrre sintomi quali il dolore o il gonfiore addominale (sensazione di pienezza di gas) e cambiamenti nelle funzioni intestinali quali diarrea e/o stitichezza.

Una condizione di stress elevato può portare le persone a sviluppare questo disturbo che, nella società occidentale, sta emergendo sempre di più con una incidenza a livello mondiale del 10-15%.

Contenere e gestire lo stress è diventata una condizione essenziale per qualsiasi azione preventiva e terapeutica nei confronti dell’IBS. Lo stress dannoso è quello che il nostro cervello interpreta come “MINACCIA”, che fa implodere la nostra energia internamente al nostro organismo creando dei blocchi. Il respiro non solo è importante per la perfusione di ossigeno attraverso il torrente sanguigno e per la dispersione che, grazie ad esso, avviene dell’anidride carbonica verso l’ambiente esterno, ma la sua grande importanza consiste nella stimolazione, a seconda del ritmo scelto, dei due bracci del Sistema Nervoso Autonomo ovvero del SIMPATICO E PARASIMPATICO. Il primo, Sistema Nervoso Simpatico (SNS), con funzioni stimolanti, necessario per lo stato d’allerta, tipico della fase diurna; il secondo, il Sistema Nervoso Parasimpatico (SNP), fondamentale per la riparazione e per la cura dei tessuti, operante durante il sonno e quindi prerogativa della fase notturna. Stimolare il SNP nella componente vagale, aumenta il cosiddetto tono vagale per restituire all’organismo la sua capacità rigenerativa ed innescare il processo riparatorio che porta a guarigione.

Interventi mirati ad una migliore gestione dello stress andrebbero sempre suggeriti nelle persone con IBS. Lo stress acuto è compatibile con una vita in salute e addirittura necessario per il mantenimento dell’omeostasi sistemica, quello cronico diventa concausa di molte patologie cronico-degenerative. Attività che portano “senso e significato” nell’esistenza individuale possono essere faticose o impegnative ma sono nel contempo terapeutiche.

Ogni individuo dovrebbe seguire le proprie inclinazioni nella scelta delle attività di “decompressione” dalla vita moderna. Sport, volontariato, teatro, meditazione, preghiera sono attività che hanno in comune la capacità di riempire un vuoto che molti sentono a livello dell’intestino. Numerosi studi hanno mostrato come attività che implicano attenzione alla

respirazione e alla contrazione dei muscoli addominali possono essere utili nel trattamento dei sintomi dell’intestino irritabile. Yoga, pilates, meditazione, danza o ballo, sono più che semplice esercizio fisico/mentale. Diventano strumento di lavoro per la crescita personale e la salute generale.

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