La mia storia

Forse ognuno di noi ha un destino prestabilito, ma davvero noi non ne abbiamo consapevolezza e sicuramente io non avrei mai immaginato dove mi avrebbe condotto il mio.

Ho lasciato il mio paesino di origine a 19 anni, dopo aver conseguito il diploma di liceo classico. Mi piaceva il greco ed il latino, amavo la filosofia e la conoscenza dell’uomo. Sono partita per Roma per iscrivermi alla facoltà di Lettere e Filosofia ma il mio fidanzato di allora, attuale marito, mi disse: “Mio padre lavora all’Istituto Superiore di Sanità, se ti iscrivi alla facoltà di Biologia ti potrà aiutare ad inserirti nel mondo del lavoro, ma se ti iscrivi a Lettere cosa farai una volta laureata?” Con queste premesse mi sono iscritta alla facoltà di Biologia ed ho conseguito la laurea.

Non sono mai andata a lavorare all’Istituto, quel mondo non mi piaceva, troppo impostato, troppo formale. La vita mi ha portato al Policlinico Umberto I, dove il professore con cui feci il colloquio per il tirocinio mi disse: “La ricerca la può fare solo chi è ricco”. Io non ero ricca, ma accettai la sfida perché ero assetata di conoscenza.

Ho iniziato quindi un lungo percorso di formazione, occupandomi di bambini obesi e di persone con diabete e malattie cardiovascolari. Cercavo le cause genetiche ed ambientali responsabili e questa ricerca mi ha condotto anche in America.

Con il tempo e l’esperienza anche del crescere una famiglia (ho tre figli, un marito e un cane), ho preso consapevolezza del fatto che ricercare è solo il mezzo che ognuno di noi ha per aiutare se stessi e gli altri: a che serve il sapere e la conoscenza se poi non possiamo trarne progresso sociale?

Da tutto questo ho sviluppato la mia opportunità di mettere a disposizione degli altri il ricco bagaglio di conoscenze accumulato con la speranza di migliorare la qualità della vita di chi prende consapevolezza che il proprio corpo si ribella alle continue sollecitazioni negative cui è sottoposto e ha volontà di intraprendere un percorso di apprendimento per arrivare a gestirne il controllo attraverso una corretta alimentazione.

 

 

28 Luglio 1804 Ludwig Feuerbach “La teoria degli alimenti è di grande importanza etica e politica. I cibi si trasformano in sangue, il sangue in cuore e cervello; in materia di pensieri e sentimenti. L’alimento umano è il fondamento della cultura e del sentimento. Se volete far migliorare il popolo, in luogo di declamazioni contro il peccato, dategli un’alimentazione migliore. L’uomo è ciò che mangia

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