Il tè verde era conosciuto e usato nell’antica Cina per le sue molteplici proprietà curative già 4000 anni fa. Esso deriva da una varietà della pianta cinese chiamata “long jing”, dal nome scientifico di “camelia sinensis”.

Il tè verde contiene delle sostanze antiossidanti chiamate catechine (rappresentano circa il 20-40% del peso secco) che, come è stato dimostrato in numerosi studi, possono contribuire a ridurre l’incidenza di molte malattie legate a problemi cardiovascolari e tumorali.

Questa bevanda è considerata un alleato benefico contro l’obesità e i chili di troppo perché riesce ad accelerare i processi metabolici dell’organismo aiutando a bruciare prima i grassi di deposito e riducendo l’assorbimento dei grassi introdotti con l’alimentazione.

Il tè verde possiede anche una straordinaria capacità di venire in aiuto della nostra pelle, quando questa si trova a dover subire degli attacchi troppo aggressivi da parte dei raggi UV.

Il consumo di tè verde potrebbe essere utile nella prevenzione del diabete. L’epigallocatechina gallato (EGCG), una sostanza in esso contenuta, contribuisce a bilanciare i livelli degli zuccheri nel sangue. In questo modo l’organismo ha a disposizione maggiori energie per contrastare il senso di affaticamento. L’EGCG migliora l’utilizzo dell’insulina da parte del nostro corpo, evitando l’irritabilità e arginando il desiderio di compensare il senso di affaticamento con l’introduzione di cibi poco salutari. Sempre l’EGCG presente nel tè verde contribuisce a regolare i livelli di colesterolo nel sangue.

Il tè verde, a differenza di quello nero, durante la trafila di lavorazione che lo porta dai campi alle nostre tavole, non subisce nessun processo di fermentazione ed è proprio questo che gli permette di conservare tutte le sostanze nutrienti ed i principi attivi come gli antiossidanti.

La teanina (un amminoacido contenuto nel tè) riduce lo stress psicofisico, mentre la teina svolge un’azione tonica e stimolante, aumentando la capacità di concentrazione. A differenza della caffeina presente nel caffè, la teina, unita ai tannini, viene liberata progressivamente nel corpo, svolgendo un’azione più moderata rispetto ad un caffè.

In caso di assunzione di farmaci sarebbe opportuno sospendere l’assunzione di tè oppure attendere diverse ore prima di berlo. Nei soggetti ipersensibili e in quelli ipertesi, è consigliabile limitare un uso eccessivo di tèina.