È scientificamente provato che la dieta gioca un ruolo importante nella gestione dell’equilibrio acido-base. Ogni alimento, a seconda della sua composizione, è in grado di fornire all’organismo un carico acido o, al contrario, un carico di neutralizzazione dell’acidità.

Una dieta molto ricca di carne, proteine di origine animale, latticini, o cereali raffinati, causa una produzione eccessiva di scorie acide. Frutta e verdura, ricche di minerali basici o alcalini, sono in grado di neutralizzare eccessi di scorieacide.

Uno dei principali compiti del corpo umano consiste nel bilanciamento dell’acidità e dell’alcalinità.  Il  pH (Potential of Hydrogen) è un indice di acidità o basicità. Noi ci nutriamo per ricavare l’energia necessaria per le nostre funzioni. Dopo la cessione di energia da parte del cibo, tramite combustione con l’ossigeno, rimangono rifiuti acidi che generalmente vengono neutralizzati grazie ai sistemi tampone dell’organismo (bicarbonati alcalini).
Se il corpo non dispone di una sufficiente scorta di bicarbonati, non può disfarsi al 100% di tali acidi.

In questi casi , al fine di mantenere il pH sanguigno costante ( ricordiamo che il ph del sangue arterioso non può scendere sotto un ph di 7,30 pena gravi conseguenze per la nostra salute fino al coma o la morte ) per sopravvivere, il corpo converte gli acidi liquidi in acidi solidi come colesterolo, trigliceridi, acido urico, calcoli renali e grasso corporeo,  diminuendo così l’acidità del corpo, e mantenendo costante il pH del sangue.  I residui acidi (colesterolo, trigliceridi, ecc..) che si trovano all’interno dei vasi sanguigni sono, come tutti sappiamo, una delle principali cause delle malattie cardiovascolari (ictus, infarti, ecc..).

In assenza di una quantità sufficiente di minerali alcalini nella nostra dieta il corpo usa un altro sistema per tamponare gli acidi: sottrae il calcio dalle ossa per neutralizzare questi acidi. CON IL TEMPO CIO’ PUO’ PROVOCARE L’OSTEOPOROSI.

Questa condizione normalmente viene descritta come stato di acidosi metabolica latente, o acidosi tissutale o, ancora, iperacidità.
Sono sintomi associabili ad uno stato di acidosi metabolica: dolori muscolari e articolari, aumentata suscettibilità alle allergie, infiammazioni frequenti, senso di stanchezza cronica e disturbi del sonno.
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METODO PRATICO PER L’ANALISI DEL pH URINARIO

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Prendersi cura del proprio equilibrio acido base è semplice: si possono usare cartine al tornasole per verificare direttamente il proprio stato di acidosi misurando 5 volte al giorno il pH urinario. La concentrazione di scorie acide varia durante il giorno e la notte; una singola misurazione giornaliera del pH urinario, solitamente effettuata utilizzando le prime urine del mattino, pur non dando un’informazione completa, permette comunque alcune valutazioni significative.
Le misurazioni del pH dovrebbero essere effettuate per alcuni giorni, prendendo eventualmente nota dell’ora e del valore ed annotando anche gli alimenti e le bevande assunti.
Il valore del pH dovrebbe variare nel corso della giornata, definendo una curva personale.
Il grafico che segue mostra il profilo giornaliero del valore del pH delle urine.
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pH da 0 a 6,9: acido
pH 7: neutro
pH oltre 7: alcalino

La fascia bianca indicata nella figura rappresenta la curva ideale dei valori di pH durante la giornata.
Se i valori del pH delle urine risultano ripetutamente acidi e si discostano notevolmente dalla curva ideale, è necessario:

– modificare il proprio stile di vita,
– aumentare l’assunzione di alimenti alcalinizzanti,
– aumentare l’assunzione di acqua

E questo in particolare nei casi di:

– diete iperproteiche
– diete ricche di grassi animali e zuccheri raffinati
– diete povere di frutta, verdura ed alimenti integrali
– stile di vita sedentario, tabagismo, assunzione di alcolici e farmaci
– elevato inquinamento ambientale
– situazioni stressanti protratte
– eccesso di attività fisica