I processi di sintesi e assorbimento del colesterolo sono fondamentali in termini fisiologici, per il ruolo che il colesterolo riveste nel corpo. In primo luogo è una componente essenziale delle membrane cellulari, di cui modula fluidità e permeabilità. In secondo luogo il colesterolo è precursore degli ormoni steroidei (cortisolo, aldosterone, ormoni sessuali), della vitamina D e degli acidi biliari . Inoltre, riveste ruoli importanti nello sviluppo e funzionamento del sistema nervoso e dell’osso, nella trasduzione del segnale, nella regolazione della trascrizione genica, nello sviluppo delle cellule germinali, nella fecondazione e nel differenziamento. D’altra parte è noto che elevati livelli plasmatici costituiscono un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari e, pertanto, le concentrazioni di questa molecola nell’organismo non devono superare valori limite.

La quantità totale di colesterolo presente nel corpo è sia di natura endogena che di natura esogena. La fisiologia dell’assorbimento del colesterolo è uno schema molto complesso: gli apporti esogeno ed endogeno di colesterolo confluiscono e si mescolano nel tratto prossimale dell’intestino tenue dove avviene l’assorbimento e il trasporto al fegato. Nel fegato, la consistenza del pool epatico regola la neosintesi di colesterolo e l’incorporazione nelle secrezioni lipoproteica e biliare. Parte del colesterolo epatico ritorna con la bile nell’intestino portando un tributo che, per entità e continuità, eccede di gran lunga il contributo esogeno. Dalla combinazione del parziale riassorbimento intestinale con la forte secrezione biliare deriva la circolazione entero-epatica secondo un processo definito omeostasi del C. Globalmente l’assorbimento del colesterolo alimentare è intorno al 50% con grande variabilità individuale tra ipoassorbitori (30%) e iperassorbitori ((80%), e costituisce un tratto fenotipico trasmesso geneticamente, ma influenzato anche da fattori individuali e ambientali.

La biosintesi del colesterolo è un processo complesso e costoso in termini energetici. Perciò il riassorbimento del colesterolo endogeno (biliare), assieme all’assorbimento del colesterolo esogeno (alimentare), favorisce il risparmio dell’energia metabolica. Oltre che vantaggioso da un punto di vista energetico, l’assorbimento del colesterolo è anche indispensabile per la sopravvivenza. Gli iperassorbitori del colesterolo sono quindi avvantaggiati in situazione di penuria alimentare, mentre possono subire l’aumento dellla colesterolemia a seguito di un regime alimentare ricco e abbondante. Gli ipoassorbitori non hanno apparentemente nessun inconveniente da questa condizione tranne, forse, che in situazioni di estrema e prolungata restrizione alimentare o di grave stress fisico.

Ridurre la quota alimentare di colesterolo porta ad un aumento della sua sintesi endogena. La sintesi endogena può essere limitata con l’esercizio fisico aerobico (30-40 min al giorno al 50-60% della frequenza cardiaca massima stimata). E’ importante, nella sua gestione, tenere comunque alto il colesterolo HDL (colesterolo “buono”, molto pesce azzurro), visto che “tampona” quello LDL (colesterolo cattivo” e ne rallenta la deposizione in placche.