L’acido folico è una vitamina idrosolubile appartenente al gruppo B. prodotto di sintesi, si presenta sotto forma di cristalli lanceolati di colore giallognolo. E’ stabile nelle soluzioni a pH superiore a 5 e resiste alla temperatura di 100°C per un’ora. Si tratta di un profarmaco caratterizzato da uno spiccato pleiotropismo farmacologico. Oltre a vitamina B9, altri sinonimi sono folacina o, meno usata, vitamina M.

Nel linguaggio comune accade spesso che i termini folati e acido folico vengano utilizzati in modo interscambiabile ma “folati” rappresenta il termine generico per indicare tutti i composti vitaminici del gruppo che svolgono la loro funzione nel trasferimento di unità monocarboniose nel metabolismo degli acidi nucleici e degli aminoacidi; per folati si intendono anche i composti chimicamente simili all’acido folico che sono presenti in natura negli alimenti. L’acido folico, che rappresenta la forma ossidata della vitamina, è invece, un prodotto di sintesi che non si trova in natura e che è presente nei formulati vitaminici e aggiunta negli alimenti cosiddetti fortificati.

I folati sono presenti in diversi alimenti. Le fonti alimentari più ricche di questi nutrienti sono il fegato, le verdure a foglia verde scuro (spinaci, cime di rapa, lattuga, carciofi, broccoli), fagioli e fagiolini, il germe di grano e il lievito. I folati si trovano anche nel tuorlo d’uovo, nelle barbabietole, nel succo di arancia e nel pane integrale.

Soltanto la metà circa dei folati assunti con la dieta viene assorbita in modo adeguato e la maggior parte dei folati presente negli alimenti è molto instabile. Per esempio, le verdure fresche conservate a temperatura ambiente possono perdere fino al 70% del proprio contenuto di folati in tre giorni. Perdite di folati altrettanto significative (fino al 95%) si verificano anche a causa della diluizione nell’acqua di cottura e per l’esposizione al calore in generale.

Il nostro organismo utilizza l’acido folico per produrre nuove cellule. La vitamina B9, attraverso meccanismi non ancora del tutto noti, è essenziale per la sintesi del Dna e delle proteine e per la formazione dell’emoglobina, ed è particolarmente importante per i tessuti che vanno incontro a processi di proliferazione e differenziazione, come per esempio, i tessuti embrionali. Per questo, negli ultimi decenni, l’acido folico è stato riconosciuto come essenziale nella prevenzione di alcune malformazioni congenite, particolarmente di quelle a carico del tubo neurale. Inoltre, non si esclude la possibilità che possa intervenire anche nella prevenzione di altri difetti e malformazioni congenite, come la labio-palatoschisi e alcuni difetti cardiaci congeniti.

 

L’acido folico, inoltre, contribuisce a prevenire altre situazioni di rischio alla salute. La sua presenza abbassa i livelli dell’aminoacido omocisteina, associato al rischio di malattie cardiovascolari e infarti, anche se al momento non si può stabilire una associazione diretta tra assunzione di folati e riduzione del rischio cardiaco.

La carenza di folati rappresenta uno dei deficit vitaminici più comuni. Le cause vanno dall’apporto insufficiente all’aumentato fabbisogno, dall’alterazione dell’assorbimento e del metabolismo, all’assunzione di alcuni di farmaci. La carenza nutrizionale è molto diffusa nei paesi in via di sviluppo, mentre in quelli sviluppati riguarda soprattutto le fasce di popolazione svantaggiate e gli anziani. Il fabbisogno di folati aumenta in situazioni caratterizzate da un elevato ricambio cellulare come alcune forme di anemia e la gravidanza. Le richieste di folati aumentano anche durante l’allattamento e nei neonati pretermine. Il malassorbimento può essere determinato da problemi gastrointestinali come la gastrite atrofica, la celiachia o il morbo di Crhon. La carenza può inoltre derivare dall’assunzione di alcuni farmaci (barbiturici ed estroprogestinici, ma anche antiblastici e anticonvulsivanti), da un elevato consumo di alcol, dalla presenza di diabete insulino-dipendente, dall’emodialisi o da alcune specifiche varianti genetiche che alterano il metabolismo dei folati.

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